"Il musicista fiorentino e le note senza tempo del suo cd "Upside Down"

RAPITO.

Di più. Sconvolto. È così che deve sentirsi un compositore quando crea la propria musica, quando viene travolto da quello stato superiore che si chiama "ispirazione". Ed è così che deve sentirsi il fiorentino Filippo Landi quando si siede al suo pianoforte e butta sul pentagramma quel suo sentire così romantico, così demodè, che nel minimalismo ha trovato sufficienti appigli per esprimersi ma che poi è andato oltre, sfociando in una musica senza tempo, che molto deve ad uno dei più celebri autori di colonne sonore: Danny Elfman. La copertina del suo cd Upside down racconta bene — come del resto il titolo — questa trance della creazione: lui appeso ad un "piano volante" ribaltato sul vuoto. Senza rete. La rete Landi — classe 1995, diplomato in pianoforte al Cherubini, selezionato da Roberto Cacciapaglia per un suo seminario internazionale e già autore di colonne sonore per il teatro — ce l'ha, ed è quel pianismo melodico che richiama a Allevi, Einaudi e lo stesso Cacciapaglia. Ma s'intuisce che, una volta trascorsa la giovane età dell'emulazione, potrà giocare molte carte. Come approfondire certe drammaticità beethoveniana della sua musica, invece che la commestibilità alleviana."

 

Fulvio Paloscia | "La Repubblica"

 

 

 

 

"Una copertina bianca e un ragazzo sospeso, che si regge ad un pianoforte, sottosopra! Lui è Filippo Landi, nato nel 1995 a Firenze e diplomato in pianoforte, selezionato nel 2014 da Roberto Cacciapaglia, compositore italiano, per un seminario nella sua scuola, la Educational Music Academy per giovani pianisti compositori… nel 2015 firma il suo primo contratto discografico con l’olandese Dox Records. Con questa collaborazione, Filippo crea “Upside Down”, una raccolta di 13 brani per pianoforte (e per l’anima) scritti tra il 2012 e il 2014; le composizioni nascono come improvvisazioni e per l’amore delle colonne sonore, racchiudendo piccole storie della vita, sensazioni profonde che, complice la timidezza, Filippo ha saputo tirare fuori solo grazie alla musica. La musica è emozione e reazione, e il titolo dell’album indica proprio questo vortice di sicurezze ed insicurezze vissuto durante l’adolescenza di Filippo; è un sotto-sopra continuo in cui l’unico vero appiglio è stata la tastiera del pianoforte – e rieccoci così all’immagine di copertina! Certo, “Upside Down” è un disco fuori dagli standard di Raw & Wild, ma come è già successo in diverse occasioni, diamo la possibilità anche a questo giovane e talentuoso pianista italiano di pubblicizzare la sua musica e le sue emozioni anche in una pagina per metallari! Perché noi metallari, anche se non tutti, non abbiamo una mentalità ristretta… e difatti ci piace esplorare e ascoltare anche brani d’ambiente come i brani che fuoriescono con piacere da “Upside Down”: brani che sembrano fare da colonna sonora a episodi dell’intimità e delle emozioni di vita quotidiana, mentre tutto scorre… tra silenzi e pensieri! Abbiamo 13 brani interamente strumentali, dove capita di percepire lo spettro di Ludovico Einaudi e della scuola classica… ma il disco scorre tra piacevoli e piccoli brividi, senza offuscare le emozioni, regalandoci un buon esordio – che non sfigurerebbe come colonna sonora di qualche cortometraggio o film. Cos’altro aggiungere… beh, se le altre volte ho messo un S.V. ad un disco simile, perché distante dai miei ascolti e da quelli dei lettori di Raw & Wild, Filippo invece riesce a portare via un bell\'otto – complimenti Filippo, sei riuscito ad emozionarmi! È bello ascoltare le tue note e il tuo pianoforte, di notte, con la cuffi… solo io e le tue note – bella sensazione!"

Voto: 8/10

 

Giovanni Clemente | "Raw & Wild"

 

 

 

 

"A brilliant cascade of musical sounds, ‘Upside Down’ champions every piano note through a delicate weave of emotive composition, constructing effecting melodies and elegant stories to rise out of the ether. It’s music that spreads throughout every space, bringing with it an intoxicating sense of wonder and an old world charm that is simply indelible.

While not entirely cinematic, ‘Upside Down’ is more of a reserved sensation, never overstepping its bounds or edging into the territory of jarringly grandiose. Its music played beautifully, written with the heart, and championed by the soul. You can certainly see the potential locked inside ‘Upside Down’, and if Landi can maintain his focus and love for the piano, which seems to be unshakeable, then he’ll leave a legacy that should never quite be forgotten"

 

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